Scusate Tanto, Ma Io Sono Kobe

“Non so se vincerò il titolo, però sarebbe una bella risposta a chi dice che non sappia migliorare i miei compagni. Quest’anno ci siamo anche noi per il titolo : Gasol me encanta. E a Pechino voglio battere l’Argentina in finale”.
Le parole tuonano come quelle di un vero leader.
E Kobe Bean Bryant, per tutti semplicemente “Kobe”, lo è ormai da diverso tempo.
Kobe-Lakers è diventato ormai un binomio inseparabile : se si pensa alla storica squadra Nba di Los Angeles non si può che pensare anche al giocatore probabilmente più forte nell’intero panorama del mondo cestistico mondiale.
I Los Angeles Lakers hanno appena sconfitto New Orleans, conquistando il primo posto nella Pacific Division e Kobe si è comportato come al solito da mattatore dell’incontro : 29 punti ed mvp della partita.
Bryant, giocatore di talento immenso e classe sopraffina, maestro nel “tiro cadendo all’indietro”, a 30 anni, è già uno di quei giocatori che passeranno alla storia nel basket e resteranno impressi nella memoria di qualsiasi appassionato.
Basta citare qualche statistica per farsi venire la pelle d’oca : ha vinto 3 titoli Nba, è stato 10 volte all’Nba all star game, 2 volte miglior marcatore Nba, il 22 gennaio 2006 contro Toronto ha realizzato 81 punti (seconda miglior prestazione di sempre!),il 23 dicembre 2007, contro i New York Knicks, è diventato il più giovane giocatore della storia della Nba a realizzare 20 mila punti in carriera, avendo 29 anni e 122 giorni.
Un mostro di bravura. E pensare che nel lontano 1996 fu scelto al draft Nba solamente alla chiamata numero 13, dopo un accordo tra Lakers e Charlotte.
E’ curioso sapere che la sua infanzia l’ha legato inscindibilmente all’Italia : Kobe Bryant infatti è figlio dell’ex giocatore Joe “Jellybean” Bryant, che disputò sette stagioni in Italia fra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia.
Il piccolo Kobe era il beniamino dei tifosi che accorrevano alle partite italiane del padre: insieme ai coetanei, era il protagonista delle partitelle che si svolgevano nell’intervallo.
Recentemente ha dichiarato : “Da bimbo volevo giocare a basket, ma mi hanno costretto a giocare a calcio. Ero scarso e mi hanno messo in porta. Ci sono rimasto un annetto…”.
E per fortuna che è andata così.
Ora Bryant, da vincente qual’è, per il suo finale di stagione ha in mente solo 2 cose : provare a vincere il titolo con i Lakers e prepararsi per l’olimpiade di Pechino.
E state certi che lo farà con la solita determinazione e il solito sguardo di sfida, come a dire “Fato largo ragazzi, io sono Kobe”.

 

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Scusate Tanto, Ma Io Sono Kobeultima modifica: 2008-04-12T11:10:00+02:00da enricoturcato
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